Cosa fanno gli utenti con le mail che non vogliono ricevere?

Cosa fanno gli utenti con le mail che non vogliono ricevere?

12 settembre, 2018 per NewsMDirector

Sai perché a volte gli utenti prestano più attenzione a quelle mail che non vogliono ricevere? Ti sembrerà strano che spendano del tempo per gestire questi messaggi ma il motivo che li spinge a adottare questo comportamento è ancor più preoccupante. Vogliono disfarsene.

Di fatto, non hanno dubbi quando eliminano una mail o la mandano nella cartella spam.

Dove vanno le mail che non piacciono? Cosa si può aver fatto per arrivare a questo punto? Come ribaltare la situazione? Esistono diversi fattori che fanno sì che gli utenti ignorino le tue mail. La chiave è nella cattiva gestione dei dati.

Evitare i filtri antispam

Le mail segmentate e personalizzate generano il 58% di tutte le entrate secondo i dati di Hubspot. E come sai, per farlo bisogna cominciare dall’essenziale. Al contrario le tue mail non otterranno effetti sugli utenti, non genereranno interesse e termineranno con l’essere ignorate.

Ma non tutto viene deciso dal destinatario dei messaggi. Sapevi che l’80% delle mail inviate non arriva a destinazione per via dei filtri antispam? Tra i fattori che fanno sì che le mail che non si vogliono ricevere vengano cancellate ci sono la grafica, il subject o il mittente, tra gli altri.

L’obiettivo delle principali strategie dell’email marketing è generare conversioni. Ma l’email marketing può anche aiutarti a rinforzare l’engagement con i tuoi utenti. Cosa che aiuterà a trasformarli in brand advocates. Tutto ciò che devi fare è seguire le best practices elementari e evitare che parlino delle tue comunicazioni con indifferenza.

Dove vanno le mail che non vuoi ricevere?

Esistono diversi luoghi dove poi inviare le mail che non vuoi ricevere. Tutto dipende dal peso del subject. Ossia, se tratti una mail che compare ogni giorno 10 volte nella tua posta in entrata come quella che ricevi con meno frequenza, significa che non ti interessa.

Per questo ti mostriamo come gli utenti si disfano delle mail. Questa è una classifica basica secondo la gravità:

1.- L’utente comincia a ignorarti

Magari le tue mail arrivano nella posta in entrata degli utenti e non sono segnalate come spam o eliminate. Il fatto che però l’utente non agisca a riguardo significa che è indifferente.

Un buon indicatore che ti mostrerà se le tue mail sono ignorate è il tasso di apertura. Quando un utente comincia a non aprire più le tue mail significa che si trova nella prima fase. Ossia, non fa nulla di fronte alle tue mail. Ma continuando così, prima o poi prenderà le dovute misure.

Se ti trovi in questo punto sarà facile risolvere la situazione. Ci sono diversi passi o best practice che possono essere gestite per aumentare il tasso di apertura e migliorare la situazione:

  • Cura il subject.
  • Scegli l’orario migliore.
  • Segmenta la tua lista di contatti.
  • Controlla i messaggi. Sii costante ma non noioso.
  • Misura e testa le tue campagne prima di inviarle.

Ma il fatto che gli utenti ignorino le tue mail non significa che non le aprano. Come sai la prima cosa che guardano è il subject. Considereranno anche la quantità di email ricevute.

Anche così, puoi andare oltre. Se dopo aver visto il subject decidono di ignorarlo, la tua campagna è migliorabile. Per farlo:

  • Sii sempre chiaro e conciso. Magari manchi di chiarezza o non sei specifico quindi gli utenti non ti trovano interessante e non interagiscono. Rendi sempre chiaro il tuo obiettivo.
  • Sii breve. Nel momento in cui il destinatario si trova davanti a un messaggio lungo, lo ignorerà. Più semplice riesci ad essere, meglio è. Il cliente non può sentirsi intimidito dal tono del messaggio o dalla lunghezza.

2.- L’utente elimina i messaggi

Le mail che l’utente non vuole ricevere passano attraverso diverse fasi. Come abbiamo visto, la prima è l’indifferenza. Non vengono aperte ma ci sono.

Ma nel momento in cui i messaggi indesiderati compaiono nella posta in entrata con più frequenza, attirano l’attenzione. E sorge la domanda che fa la differenza: “Perché ricevo ancora messaggi da un brand se non li apro?”.

Cosa fanno a riguardo? Li eliminano. In questo momento le tue mail non sono bloccate ma camminano su un filo molto sottile. Se vuoi invertire la situazione devi cominciare ad applicare le best practice delle mail e ripensarle, prima che sia troppo tardi.

3.- Filtri antispam

Il nemico più diretto di qualsiasi campagna di marketing sono le mail spazzature. Più noto come spam. Tutti gli ISPs hanno filtri antispam che fanno sì che i messaggi non arrivino alla posta in entrata. Ma se finisci in questo limbo, tutti i tuoi sforzi saranno stati vani.

Questo tipo di spam non è scoperto dall’utente. Non è lui che decide di inviarti alla cartella della posta indesiderata. Per questo se stai vedendo che le tue mail non ottengono buoni risultati e che finiscono in spam, devi preoccuparti. Non è l’utente che non vuole riceverle. Non hai i requisiti basici perché giungano a destinazione superando i filtri antispam.

Normalmente in base all’identità del mittente, i filtri antispam classificano i messaggi a seconda delle loro caratteristiche.

1.- Il primo gruppo di filtri antispam considera diversi fattori per determinare che tipo di mail indesiderata è. Tra questi filtri possiamo trovare i seguenti tipi di spam:

  • Bayesiani
  • Blacklist
  • Firewalls
  • Filtri Challenge/Response
  • Filtri basati sulla reputazione

2.- I filtri antispam che identificano le mail non desiderate utilizzano approssimazioni statistiche. Questi filtri sono molto più precisi.

4.- Spam

Arriviamo al punto in cui l’utente automaticamente segnala il tuo indirizzo come spam. Sei passato dall’indifferenza al rifiuto. E anche se non lo sai può dipendere da diversi fattori che non curi o che non consideri.

In un’indagine del 2015 realizzata da Marketing Sherpa sono state identificate le prime 4 ragioni per le quali le mail vengono segnalate come spam:

  • Si inviano troppe mail (45.8%)
  • Gli utenti non si sono iscritti volontariamente (34,4%)
  • Si riceve contenuto irrilevante (31,6%)
  • I messaggi sono impersonali (10,4%)

Come evitare di cadere in spam

Se vuoi evitare di arrivare a questo punto verifica alcune delle azioni che ti possono far segnalare come spammer e risolvile prima che sia troppo tardi:

  • Inviare email da un mittente sconosciuto. Ricevere mail in cui il mittente è sconosciuto è uno dei motivi per cui un utente segnala come spam una mail. Di fatto una percentuale elevata apre solo i messaggi dei brand e utenti che conosce. Per questo non ti consigliamo di comprare database e di creartene uno tuo.
  • Redigere un subject troppo commerciale o promozionale. Devi essere chiaro e conciso e evitare di usare parole come ‘Gratis’ ‘Vinci’ nei subject. L’uso di alcune parole ti farà segnalare come spam. Segui le best practices per redigere i migliori subject:
    • Devi essere corto
    • Identificati
    • Segmenta
    • Personalizza
    • Fai in modo di essere coerente con il contenuto
  • Il tuo indirizzo IP è in spam o il tuo messaggio non contiene testo. Sono due fattori che rilevano i filtri antispam. Per questo è fondamentale lavorare con gestori di email professionali che ti garantiscano un risultato adeguato e che abbiano una reputazione inattaccabile.
  • Parole proibite. Fai una lista delle parole che non devi utilizzare per evitare di essere segnalato come spam dall’inizio. Pagamento immediato, urgente, vinci soldi, viagra sono alcune di esse.
  • Non includere una URL per cancellarsi. Affinché una campagna di email marketing sia ben gestita devi sempre includere la possibilità di cancellarsi. Bisogna sempre rendere facili tutte le azioni. I tuoi iscritti devono potersi cancellare in ogni mail. Se non trovano il modo per farlo, ti segnaleranno come spam.
  • Non soddisfare le aspettative o avere un HTML non curato. Il subject deve essere coerente con ciò che l’utente troverà nel messaggio. Nel caso in cui le promesse siano disattese l’utente vedrà che non sei stato onesto e ti segnalerà come spam. Inoltre una grafica ottimizzata e adattata a tutti i dispositivi è fondamentale se non vuoi finire nella posta indesiderata.

Nella seguente infografica ci sono le principali differenze tra email marketing e spam. Conoscendole potrai evitare con più sicurezza le mail che non vuoi ricevere.

Come puoi vedere un solo dettaglio di una campagna di email marketing può farti perdere ore di lavoro e sforzi in pochi minuti. Semplicemente devi considerare tutti i fattori.

Infine se vuoi assicurarti che i tuoi messaggi siano adeguati per evitare lo spam devi utilizzare piattaforme di email marketing come MDirector che ti offrano opzioni come il test di spam prima di inviare una campagna.

Con MDirector potrai evitare la maggior parte delle azioni che ti segnalano come spammer in maniera semplice. Registrati ora e prova gratis una piattaforma che ti aiuterà a creare le migliori campagne di emailing con messaggi che non saranno considerati spam.

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