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Il futuro è nella comunicazione multimodale

13 luglio, 2018 per NewsMDirector

La comunicazione multimodale, secondo la definizione su Wikipedia è “quella in cui intervengono elementi umani, come per esempio la voce, i gesti, gli occhi, i movimenti, ecc. L’obiettivo della comunicazione multimodale è rendere più naturale l’interazione uomo macchina”.

Si tratta di una delle barriere attuali riguardo alla comunicazione e alla tecnologia. Tuttavia si sta lavorando per incorporare i dati nelle interfacce elettroniche delle macchine e rendere la comunicazione interattiva tra esseri umani e macchine.

Stiamo entrando in una nuova era di trasformazione digitale. Ogni prodotto e ogni servizio potranno collegarsi ed essere misurati. Che sia una lavatrice, uno smartwatch o qualsiasi dispositivo con cui l’essere umano entra in contatto.

Quindi come potranno gli editori creare contenuti pronti per qualsiasi oggetto? La soluzione fino ad oggi è stata quella di strutturare il contenuto ma non sembra essere corretta. Il futuro del contenuto non fa riferimento a nuovi formati o canali ma a nuovi modi di interagire.

Metadati, asse della comunicazione multimodale

Per far fronte a questa realtà emergente, la strategia di contenuti ha bisogno di un nuovo sistema. E deve focalizzarsi sull’uso strategico dei metadati, che sono quelli che permettono una comunicazione multimodale.

Per questo l’obiettivo consiste nel fornire vie di accesso semplici e naturali ai servizi delle future reti di informazione. Soprattutto verso quelle che sono create sulla tecnologia della conoscenza.

Tutto parte dall’idea di creare modi di interagire semplici e naturali adatti alle reti di comunicazione. E per questo, come puoi immaginare, è vitale che si integrino tutti i tipi di comunicazione. La parte visiva, quella orale, quella uditiva, quella gestuale. Così si trovano nuove vie per far interagire utenti e macchine.

L’obiettivo di questa interazione naturale è permettere agli utenti di utilizzare tutte le risorse di comunicazione combinando diversi modi di interagire. Quindi ciò che la comunicazione multimodale suppone è un potenziale importante per il futuro.

Il futuro del contenuto con la comunicazione multimodale

Per molti anni si è cercato di capire quale tipo di contenuti cercano gli utenti. Attualmente si possono offrire informazioni in qualsiasi formato, in qualsiasi momento e mediante qualsiasi canale. Ma sembra non essere sufficiente.

Alcuni esperti difendono l’idea del single source publishing e COPE (Creare contenuto una volta e pubblicarlo ovunque) che sembra fornire la soluzione ideale alla proliferazione dei dispositivi. Di fatto fino ad ora sembra essere la soluzione.

Ovviamente questi due focus non hanno anticipato un nuovo paradigma, un contenuto senza schermo. Come potrebbe essere possibile? Come si consuma il contenuto a breve termine?

Un nuovo modo di comunicare

Per esempio, come può un utente accedere a una ricetta? Le ricette sono contenuti strutturati e si tende a pensare che sia necessaria la carta. Ma ciò che vuole dirci la comunicazione multimodale è che le ricette non devono per forza essere lette.

In futuro è probabile per fare una torta si utilizzerà un procedimento diverso. Una torta richiede un tocco umano per essere ben cucinata. Ma alcuni passi della preparazione possono essere effettuati dalle macchine.

E non è molto diverso dalla cucina del futuro. Basta basarsi sui dispositivi come Amazon Echo o Google Home che sono connessi all’internet delle cose.

In questo caso dovrai solo chiedere all’assistente vocale che ti trovi una ricetta e l’avrai automaticamente. La ricetta, in questo caso, sarà letta a voce alta. E sarà l’assistente che farà le domande. Tra di esse se vuoi vedere un video per sapere come sbattere le uova o qualsiasi spiegazione tecnica.

Una comunicazione non vincolata a uno schermo specifico

Man mano che questa interazione avanza, la ricetta invia un messaggio al forno intelligente per avvisarlo che deve scaldarsi. E dice a quale temperatura deve tararsi. Che ruolo ha l’utente allora?

Una volta che la torta esce dal forno, è il momento di darle un tocco umano, artigianale. La comunicazione multimodale pianifica una routine in cui ottieni istruzioni dal dispositivo vocale riguardo alle decorazioni. E in questo caso, se hai dubbi, puoi fare domande.

Come vedi un’azione semplice come fare una torta è un esempio perfetto della comunicazione multimodale. Non è nulla di più che l’interazione tra l’uomo e la tecnologia. La caratteristica essenziale dell’interazione multimodale è che le persone non sono legate a uno schermo specifico, che sia mobile o portatile.

Il contenuto fluisce verso chi ne ha bisogno, nel momento adeguato

L’esempio della torta fa allusione a tre diversi modi di scambio di contenuto:

  1. L’interfaccia dello schermo. È quella che mostra il contenuto agli occhi.
  2. L’interfaccia della conversazione. È quella che parla e ascolta. E quindi si basa sull’udito e la voce.
  3. L’interfaccia della macchina. In questo caso processa istruzioni e dipende dal codice

L’unica incertezza della comunicazione multimodale è sapere se il contenuto è pronto per supportare questi scenari.

Ma questi non sono gli unici fattori che saranno importanti in futuro. I gesti, la realtà aumentata e le interazioni basate sui sensori possono diventare comuni. In altre parole, la lettura e la visualizzazione dello schermo non sarà l’unico modo di consumare il contenuto. Cosa che si deve al fatto che ogni tipo di device avrà accesso al contenuto.

La comunicazione multimodale suppone il creare una tecnologia di gestione del linguaggio naturale. Ossia i contenuti scritti non sono adeguati per la comunicazione macchina-macchina. Come, per esempio avere una ricetta e che essa dica al forno quando cominciare. Le macchine hanno bisogno di informazioni esplicite e complete.

Quindi, il contenuto strutturato basato su moduli non è stato creato per interazioni rabide di dare e ricevere.

I metadati offrono la soluzione per il contenuto multimodale

Come hai potuto verificare, i metadati sono l’essenza del contenuto. Sono quelli che permettono a ogni piattaforma di comprendere cosa serve sapere e come utilizzare le informazioni per interagire con l’utente e altri dispositivi.

Le macchine ascoltano metadati nel contenuto e i metadati sono quelli che fanno sì che l’interfaccia vocale e il forno comunichino con l’utente. Per esempio le ricette pubblicate sul web sono già ben descritte con metadati. Significa che il contenuto è già sufficiente. Schema.org, lo standard di metadati più popolare, fornisce informazioni dettagliate.

I bits aggiuntivi che servono per permettere alle macchine di interagire con i metadati delle ricette vengono processati. Schema.org suppone un insieme basico di azioni che potrebbero estendersi per creare quelle di IOT.

Anche se sta sviluppando un’entità How To che può specificare istruzioni più dettagliate legate alle ricette. E queste potrebbero permettere agli elettrodomestici di andare oltre: agire.

I metadati, in una comunicazione multimodale, non eliminano la necessità di creare testi scritti. O di creare contenuti in video. Ma fanno in modo che questi contenuti vengano rilevati in maniera più facile ed efficace. Per esempio un utente può chiedere a Alexa, Siri o a Google che trovino una ricetta per un piatto. E esiste la possibilità di chiedere a questi sistemi che leggano ad alta voce le informazioni che hanno trovato.

Ma in questo caso, ciò che serve è la capacità di trasformare il contenuto tradizionale come gli articoli o i video in contenuto connesso e digitalmente nativo. I metadati possono liberare il contenuto come un sistema di comunicazione unidirezionale e trasformarlo in naturale.

Il contenuto deve adattarsi al dialogo

Le persone e le macchine devono essere in grado di rispondere al contenuto. Ed esso deve fornire una risposta che abbia senso per il contesto.

Nel momento in cui il forno dice che la torta è pronta, la ricetta deve dire al cuoco che cosa deve fare. I metadati permettono che si produca un’interazione perfetta tra il forno, l’assistente vocale e l’utente.

In definitiva, un contenuto pronto per il futuro deve essere agnostico su come verrà utilizzato. E i metadati, in questo caso, aprono la porta al futuro. Anche così l’evoluzione dell’interazione tra uomo e macchina avanza verso strade quali:

  • La personalizzazione. I nuovi sistemi creano una mappa di ogni utenti e si adattano alle preferenze che nascono dalle loro abitudini come quelle che ogni utente manifesta.
  • La teoria della conoscenza. I servizi automatici del futuro sono creati in base a principi cognitivi o evolutivi. E ciò significa che si miglioreranno le prestazioni in base all’esperienza acquisita durante il funzionamento.

Fino ad allora, la rete è piena di strumenti che permettono la personalizzazione dei messaggi nei diversi canali e mezzi di comunicazione. Le opzioni di fare cross channel sono multipli ma c’è uno strumento che emerge su tutti, MDirector.

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