Il primo impatto è quello che conta in un’email

28 ottobre, 2014 per NewsMDirector
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Il primo impatto in un’email è quello che conta

Niente è più vero del fatto che in una campagna di email marketing, il primo impatto influisce su tutte le operazioni che verranno effettuate in seguito. La prima cosa che vede chi riceve l’email, è una linea in cui appaiono i dati di chi realizza l’invio e del perchè ci sta scrivendo. Cosí semplice e complicato allo stesso tempo, perché se non riusciamo ad agganciare il lettore con le informazioni che utilizziamo in questa fase, le porte della conversione si manterranno inevitabilmente chiuse per le nostre comunicazioni. Per questo non ha senso dedicare tanta attenzione alla captazione e creazione di un database di prospect amplio, vario e interessato ai nostri prodotti e servizi, se poi non ci dedichiamo con cura ai messaggi che inviamo.

Chi invia il messaggio

Molte volte ci si dimentica di uno dei fattori più importanti: identificarci. E’ importante che chi riceve l’email ci riconosca all’istante. La fiducia è essenziale e per questo è importante fare attenzione alla linea del “from” o “da”, che è quella che indica chi invia il messaggio. Secondo uno studio di DoubleClick, il 95,5% degli utenti segnalano come spam le email che ricevono da sconosciuti. Da qui l’importanza di utilizzare in detto spazio un’identificazione chiara, come il tuo nome, il nome del tuo brand o attività, o il dominio del tuo sito. Raramente facciamo attenzione all’ indirizzo email dal quale si invia il messaggio: il “from address”, uno spazio in cui possiamo utilizzare dei trucchi che ci potrebbero aiutare ad aumentare la fiducia dei nostri iscritti.

Anche se il messaggio può essere inviato da un account di posta inesistente, l’ideale sarebbe utilizzare un indirizzo già esistente. Senza dubbio, in questo spazio dobbiamo mettere in movimento la nostra creatività. Non ha più senso utilizzare un account del tipo “latuaultimaopportunità@iltuodominio.it”, nel caso tu stia inviando email di offerte dell’ultima ora. Più creativi e chiari siamo, maggiori possibilità avremo di superare la barriera di apertura. Se effettuiamo comunicazioni abituali, può essere utile, ad esempio, utilizzare sempre lo stesso stile in maniera tale che i nostri utenti ci riconoscano.

Se stai utilizzando un programma di gestione di invio di email come MDirector, hai sempre la possibilità di indicare sia il mittente, sia l’indirizzo che vuoi che il tuo cliente veda quando apre l’email, un vantaggio rispetto ad altre modalità di realizzare invii di campagne di email marketing.

Di cosa vogliamo parlare

È curioso che poco più di una decina di caratteri siano tanto importanti, però non vi è dubbio che l’oggetto sia l’arma principale per garantire che il messaggio raggiunga il destinatario. Se l’oggetto non attira l’attenzione a prima vista, il messaggio finirà sicuramente nel cestino o, peggio ancora, rimarrà nella casella di posta senza essere mai letto.

Non esiste una formula magica per la creazione dell’oggetto perfetto, però ci sono delle regole da seguire che possono aiutarci. Un buon oggetto deve tener conto dei seguenti aspetti:

  • Il concetto più importante deve trovarsi sempre all’inizio. I primi 30 caratteri sono fondamentali. Concentra su di essi il tuo messaggio principale. Indica chiaramente il contenuto della tua email.
  • L’oggetto deve essere chiaro e breve. La lunghezza ottimale di un oggetto non supera i 50 caratteri, inclusi gli spazi. Alcuni Internet Service Provider (ISP) filtrano gli oggetti in base ad un limite di lunghezza di 35 caratteri, perciò l’oggetto della tua email deve avere dai 20 ai 50 caratteri al massimo.
  • È facile cadere nella tentazione di usare alcune “parole magiche”, ma scrivere termini come “gratis”, “100%”, “promozione”, “offerta”, “regalo”, “compra ora”, “clicca qui”, “garantito”, “opportunità”, “importante” ecc., è il modo più facile per essere catalogati come spam.
  • Un metodo molto utilizzato e valido è quello di formulare una domanda nell’oggetto. La cosa migliore è sottoporre il destinatario ad una domanda della quale vorrebbero conoscere la risposta o, una domanda alla quale risponderebbe affermativamente. In questo caso, possiamo usare il punto interrogativo. Ma non dobbiamo cadere nella trappola della punteggiatura o di altri tipi di simboli ($,%,@,&,*), perchè saremmo intercettati dai filtri anti-spam.
  • Se sei capace di convertire l’oggetto in una “call to action”, avrai guadagnato gran parte dell’attenzione del destinatario, il primo passo verso la conversione.
  • Scrivi l’oggetto per una persona. È chiaro che puntiamo al fatto che i nostri messaggi raggiungano più utenti possibili però non dobbiamo dimenticare che l’email è letta sempre da una sola persona. L’oggetto deve essere scritto come se l’email fosse ricevuta da un’unica persona e, pertanto, il messaggio deve essere adatto a questa circostanza.

Infine, il segreto è immedesimarsi nelle persone che stiamo cercando di agganciare. Se diciamo loro chiaramente chi siamo, da dove inviamo il messaggio e, soprattutto, il motivo per cui desideriamo la loro attenzione, è probabile che almeno aprano l’email per leggerne il contenuto.

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