10 strategie di marketing che hanno giovato a Donald Trump

10 strategie di marketing che hanno giovato a Donald Trump

10 maggio, 2019 per NewsMDirector

Tutti parlano di Trump. Ed è ovvio. Il presidente degli Stati Uniti è il più polemico di sempre. Si tratta del personaggio più ricercato dalla stampa, per i titoli che permette di scrivere grazie alle sue uscite estreme. Può piacerti o no. Ma lasciando da parte le opinioni politiche e ideologiche, bisogna prendere atto che le strategie di marketing che ha seguito Donald Trump l’hanno portato alla vittoria.

Ma anche se non ci sono grandi innovazioni riguardo alla comunicazione, le campagne di Trump non sono cose dell’altro mondo. Ha fatto in modo che le sue strategie funzionassero, adattandosi alle regole basiche della comunicazione.

Queste sono alcune delle strategie di marketing di Donald Trump che vale la pena di analizzare:

1 – Fare una cosa davvero bene

La tattica di Trump è stata la seguente: ha sfruttato molto l’aspetto dell’immigrazione. È stato il suo cavallo di battaglia. Anche se è l’unico tema che davvero lo posiziona sul web.

È possibile che come lezione di marketing sia già stata vista prima. Conosci il detto ‘Chi troppo vuole, nulla stringe’? Se vuoi tutto non otterrai niente. Soprattutto man mano che il digital marketing diventa più competitivo.

Per questo è molto importante lanciare contenuto orientato verso una o più tematiche specifiche e approfondirle. Non importa se vendi pubblicità o auto. Il miglior marketing ha una caratteristica particolare e devi seguirla.

È ciò che ha fatto Trump, si è focalizzato su un tema e che piacesse o no, ha lavorato su esso, segmentando l’audience riguardo a questo aspetto.

2 – Un grande slogan

Una delle principali strategie di marketing di Donald Trump è lo slogan della sua campagna ‘Make America Great Again’. Trump lo ha diffuso attraverso tutti i canali digitali innumerevoli volte. Era anche scritto sui cappelli che usavano gli assistenti ai meeting.

Inoltre, nei dibattiti e incontri lo ripeteva ogni volta. Quando aveva bisogno di tempo per pensare alle risposte o non aveva niente da dire, usava il suo slogan.

Si tratta di una frase semplice ma che resta nel top of mind dell’audience. Perché? È una frase così normale che la maggior parte dei suoi avversari doveva concentrarsi per non menzionarla. Si chiedevano sempre ‘Do we need to take America?’ e il pubblico completava la frase. Questo ‘great again’ è rimasto nella mente di molti.

Si tratta di uno sloga che esteriorizza un sentimento che molti americani avevano represso: la necessità di tornare a rendere grandi gli Stati Uniti dal di dentro. Il tutto attraverso mezzi economici forniti dal paese.

3 – Conosci il tuo nemico per creare grandi storie

È complicato fare un tracciamento di tutti i ‘nemici’ che ha Trump. Ha cominciato con Rosie O’Donnell e da allora è passato per diversi personaggi fino ad arrivare a Megyn Kelly, una reporter messicana. Tra i suoi avversari c’è praticamente chiunque si opponga alle sue idee. I trumpisti non si uniscono per ciò che Trump rappresenta ma lo fanno anche contro quelli con cui non va d’accordo.

Rispetto alla strategia di marketing di Donald Trump su questo punto bisogna ricordare l’importanza di essere un grande narratore. Come venditori dobbiamo essere grandi narratori e per fortuna o disgrazia le grandi storie spesso sono spinte da un conflitto. Guarda Steve Jobs. È stato un maestro della creazione del dramma nella storia del suo brand, Apple, contro gli imperi di IBM e Microsoft.

Creare nemici o andare loro incontro è una strategia rischiosa. Ma in questo caso Trump non ha difeso solo le sue idee. Quale modo migliore per dire in cosa credi che il far risaltare in cosa non credi? Si tratta di una strategia che ha funzionato.

4 – Il ruolo della vittima

Trump è stato accusato di fare bullying e lui ha tolto importanza a questo aspetto. Non gli ha dedicato nemmeno un secondo nella sua campagna. Ma i mezzi di comunicazioni e i vips di tutto il mondo hanno cominciato a burlarsi di lui attraverso TV shows e altre piattaforme.

Obama è una delle persone che ha più video in cui si burla di Trump utilizzando i suoi famosi ‘drop the mic’. Ma questo movimento non ha avuto l’effetto sperato. Dopo varie burle, la comunicazione anti Trump è risultata essere noiosa e ha ottenuto un risultato opposto a quello sperato. Trump non solo è diventato l’uomo che ha fatto bullying con il ruolo di vittima, senza che molti dei votanti cambiassero opinione dopo l’esagerata propaganda che si è creata contro di lui.

In termini di comunicazione e marketing non puoi dimenticare che tutto va bene nella giusta misura. Al contrario annoieresti il tuo pubblico ed è possibile che invece di attirarli tuo ottenga l’opposto.

5 – Sii audace: una delle strategie di marketing di Donald Trump

Dire ciò che gli altri hanno paura di dire. Su questo si è basata gran parte della strategia di marketing di Trump. Non ha paura di andare dove altri non vanno. Ha chiamato molti politici ‘deboli e inefficaci’. Ha qualificato i leaders degli Stati Uniti come stupidi. E li ha criticati dicendo che sono controllati da gruppi più potenti. Ma questa è solo la punta dell’iceberg dei suoi interminabili insulti. Ma questo per caso ha fatto in modo che la gente non prestasse attenzione?

Tutto il contrario. Gli americani hanno continuato ad ascoltarlo. Il suo comportamento ha portato un cambiamento, qualcosa di fuori dal normale, che ha attirato l’attenzione della maggior parte delle persone.

6 – Autenticità

È possibile che tu non abbia ascoltato molti commenti positivi su Donald Trump.

L’autenticità si riassume nel fare e dire ciò che si crede. E, curiosamente, i consumatori preferiscono l’autenticità e l’onestà dei brand prima dei grandi servizi al cliente o offerte esclusive. Tra le principali strategie di marketing di Donald Trump emerge quella di essere autentico. Che piaccia o no. Ma in questo senso, ha funzionato.

La maggior parte dei brand non superano le aspettative dei clienti in questo ambito. La ricerca dell’autenticità significa definire i tuoi valori e opinioni. E come Trump saperli difendere.

7 – Conoscere il profilo del votante

Come qualsiasi campagna di digital marketing, conoscere il tuo target è fondamentale. Non solo devi controllare sul mercato in cui ti trovi ma anche entrare nella mente del tuo pubblico target.

Molti dei votanti sono dentro un gruppo denominato ‘maggioranza silenziosa’. I sondaggi non riflettevano ciò che stava per accadere. Il mondo pensava che avrebbe vinto Hillary ma il profilo del votante è cambiato. Attualmente esistono diversi canali e piattaforme di comunicazione dove trovare informazioni. E di fatto di fronte a un ambiente ostile le opinioni non si divulgano ai quattro venti.

Si tratta di profili di persone che evitano di confrontarsi direttamente con gli altri ma che partecipano ai cambiamenti che possono riguardarli. Un chiaro esempio è la Brexit.

Uno degli aseptti che stanno per essere studiati è il valore dell’algoritmo di Facebook nella vittoria di Trump. Se si mostra solo ciò che piace agli utenti si crea una specie di percorso in cui gli anti Trump sono convinti di vincere. Ma Facebook riuniva e favoriva le persone che preferivano il candidato repubblicano.

8 – Una gestione efficiente delle risorse

Hillary Clinton ha investito più di 211,4 milioni di dollari in annunci televisivi. Una cifra che triplica l’investimento in pubblicità realizzato da Donald Trump. Il suo team ha speso solo 74 milioni nelle due settimane precedenti le elezioni presidenziali.

Sai cosa significa? Per ogni annuncio repubblicano, gli americani avevano subito un impatto con 42 annunci democratici. E nonostante la televisione sia ancora il mezzo di comunicazione leader per gli investimenti nella politica nordamericana, i media digitali hanno cominciato a guadagnare peso nell’investimento. Un chiaro esempio è una delle strategie di marketing di Donald Trump che ha deciso di comunicare attraverso i social.

La campagna di Trump è stata regina degli hashtags più tipici: #LockHerUp, #MAGA, #DrainTheSwamp, #CrookedHillary, etc. Sono termini che si collocano nel pensiero della gente fino a restare nel top of mind.

Trump ha saputo usare i social per trasmettere le sue idee e sono stati i mezzi di comunicazione a occuparsi di divulgare tutto ciò che si diceva. Anche se la gente non parlava bene di lui, condivideva le sue idee. In questo modo la pubblicità gli è costata poco.

9 – Creare un movimento

Qualcosa in cui tutti i brand coincidono è che, di fatto, devono cercare di fare in modo che i consumatori si identifichino nelle loro idee. In questo modo otterranno la condivisione dei contenuti e i tuoi prodotti o servizi si faranno conoscere. Ottenere consumatori leali è uno degli obiettivi più importanti e complessi di ogni brand. Ma per questo è fondamentale differenziarsi dalla concorrenza.

Il movimento Trump ha considerato tutti questi fattori. Non si sono fatti conoscere come un partito politico ma come il movimento che avrebbe portato ai cambiamenti che i cittadini desideravano. Per questo il movimento si è trasformato in uno dei più protezionisti.

Si tratta di qualcosa che accade con tutti i brand. Per esempio Apple ha molti brand advocates che definiscono il brand e entrano in dibattiti con argomenti a favore dei prodotti.

10 “L’80% del successo consiste nell’esserci”

Uno dei brand che sappiamo che troviamo ovunque è Coca Cola. Non importa che investa in pubblicità, si tratta di un brand che è ovunque. Con la campagna di Trump è accaduto lo stesso. Donald Trump ha avuto una media di 10 visite in più di Hillary in ogni stato ‘battleground’ (campo di battaglia). Tra di essi l’Ohio, la Carolina del Nord, la Florida e la Pennsylvania. Quelli in cui ha vinto.

Alla fine si dimostra che essere presente nel momento adeguato è uno dei grandi valori per il successo di una strategia di marketing digitale.

Si possono analizzare molte altre strategie di marketing di Donald Trump e parlare a lungo della sua campagna. Ma l’essenziale è che ha rispettato gli aspetti basici di qualsiasi campagna di marketing. Deve esistere un’organizzazione e una visione chiara degli obiettivi da raggiungere per attivare gli strumenti adeguati per ottenerli.

Ma tutto comincia dal rilevare il pubblico a cui arrivare, conoscerlo e lavorarci sopra. Devi comunicare con i tuoi clienti e fidelizzarli dove sono. Grazie alle piattaforme di marketing digitale come MDirector puoi comunicare efficacemente senza complicazioni.

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