I tuoi contenuti sono adattati alla ricerca vocale?

20 marzo, 2019 per NewsMDirector
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“Hey Siri, dove trovo una pizzeria qui vicino? Come posso andare da Roma a Fiumicino? Che tempo farà oggi?” I contenuti per ricerche vocali si stanno trasformando in un elemento da considerare per migliorare le strategie di marketing online.

Sicuramente più volte hai evitato di scrivere e hai optato per Siri. O qualsiasi altro chatbot come Sherpa, Google Now o Hound. Sicuramente funziona. Per questo i contenuti per le ricerche vocali cominciano ad avere un valore speciale e i brand sono molto legati al fatto che le informazioni siano ottimizzate per questo tipo di ricerca.

Già alla fine del 2014 il 55% degli adolescenti e il 41% degli adulti utilizzava la ricerca vocale negli Stati Uniti. E questa percentuale è cresciuta durante gli anni.

Siri è stata una novità assoluta ma non è l’unica. Alexa, Cortana e da un po’ anche Sherpa o Google Voice Search si sono adattati a questa tendenza. E tutto indica che per il 2020 oltre la metà delle ricerche si effettuerà mediante la voce. I tuoi contenuti sono adeguati?

Google Voice Search, il presente delle ricerche online

Google Voice Search è una funzione di Google che permette agli utenti di cercare nel web attraverso i comandi vocali. Anche se questo tipo di strumento è stato creato per il mobile, Google Voice Search emerge perché funziona anche da desktop.

A parte il modo in cui gli utenti attivano e utilizzano i comandi di ricerca vocale ci sono poche differenze tra le ricerche vocali e quelle normali. Ovviamente quelle vocali sono più comode, soprattutto per coloro che non sono così integrati con la tecnologia.

Perché si usano le ricerche vocali

Come mostra l’infografica che Google ha condiviso, gli usi sono molto comuni. Se già da un primo momento si è notata la differenza di pubblico che usa questo strumento, bisogna rilevare che l’utilità che giovani e adulti le danno non varia molto.

Il 40% degli adulti usa la ricerca vocale soprattutto per trovare indirizzi. Logico dato che mentre si guida per esempio è molto più comodo e sicuro fare una ricerca vocale rispetto a scrivere. Ovviamente esistono molti usi comuni tra giovani e adulti. Soprattutto quando si dettano messaggi di testo, si fanno chiamate, si verifica il tempo o si ascolta musica.

Si può anche vedere che ci sono molti altri usi per la ricerca vocale tra cui:

  • L’uso dei comandi vocali per dettare messaggi di testo
  • Usare funzioni di chiamata da mobile
  • Verificare il tempo
  • Riprodurre musica

Perché le ricerche vocali interessano ai brand

I dati di VoiceLabs indicano che il numero dei dispositivi mobile è in forte crescita e ciò creerà quello che si definisce un “total device footprint” soprattutto perché cresceranno le ricerche vocali.

Questo fatto è contrastato da altri studi come quello di MindMel che segnala che molti utenti (41,6%) hanno cominciato a usare ricerche vocali in maniera regolare solamente negli ultimi sei mesi.

Come le ricerche vocali hanno a che fare con la SEO

Secondo i dati di uno studio realizzato da Northstar Research, il pubblico che consuma principalmente questa funzione è formato da giovani. Ma non significa che il resto della popolazione non fa uso di ricerche vocali. Come puoi vedere nell’immagine, il 55% dei giovani tra i 13 e i 17 anni usa la ricerca vocale almeno una volta al giorno. Che sia per chiamare, cercare informazioni o chiedere risposte.

Di fronte a tutto ciò nessun responsabile marketing intelligente dovrebbe dimenticare questo canale nelle sue strategie di marketing digitale. Al contrario. Ti consigliamo, se ti curi della tua attività online, di imparare a spingerlo. E soprattutto di avere una conoscenza sufficiente per ottimizzare i tuoi contenuti per le ricerche vocali e non avere problemi con la SEO.

La chiave di una strategia SEO sta nelle keywords. E questo è il grande obiettivo degli specialisti quando posizionano il contenuto. Ma i contenuti per le ricerche vocali funzionano in altro modo.

In questo senso la meta non è posizionare le keywords. Tutti gli sforzi devono essere focalizzati sul rilevare i dubbi che può avere un utente. E tradurli in risposte alle domande che chiunque potrebbe fare vocalmente.

Impara a ottimizzare i contenuti per le ricerche vocali

Probabilmente ti stai chiedendo come adattare i tuoi contenuti per le ricerche vocali in modo che le tue strategie SEO non ne siano pregiudicate. Questi sono 5 consigli che ti aiuteranno:

1 – Verifica qual è l’intenzione dell’utente e cosa puoi offrirgli

Se hai effettuato ricerche vocali, sicuramente stavi cercando un’informazione specifica. Che sia un indirizzo, l’orario di un locale, il prezzo di una scarpa o il tempo in un determinato luogo.

I tuoi contenuti devono essere adattati all’intenzione dell’utente. È essenziale. Pensa a quali sono i tuoi prodotti o servizi. Devi adattarli. Considera che tu conosci la tua attività alla perfezione ma l’utente che sta cercando un prodotto simile al tuo non lo conosce.

  • Che tipo di informazioni pensi che cercherebbero affinché tu possa comparire come risposta?
  • Che informazioni cruciali richiedono i tuoi clienti per prendere decisioni legate alla tua attività?
  • Qual è la tua proposta di vendita?

Devi anticipare questo tipo di domande e pianificare risposte. Se consideri l’intenzione del cliente dall’inizio sarà più facile adattare i tuoi contenuti per le ricerche vocali. Per esempio se un utente chiede quanto ci vuole per arrivare in Francia devi saper estrarre la sua intenzione. Da un lato vuole conoscere la distanza ma magari tu puoi fornire informazioni riguardo al trasporto.

2 – Ottimizza il tuo sito e i tuoi contenuti per le ricerche vocali e la SEO local

I dati mostrati anteriormente dimostrano che le ricerche vocali hanno più probabilità di essere locali. E con questo aspetto in mente le aziende dovrebbero mantenere aggiornati i loro profili e le informazioni di contatto. Per un proprietario di un ristorante, ciò significa indicare gli orari di apertura sul suo profilo Google My Business e includere l’ubicazione e le parole chiave.

Per esempio immagina che un utente cerchi “Qual è il posto migliore per mangiare un hamburger vegano?” Nel caso il tuo ristorante fosse vegano, dovrebbe posizionarsi con parole come “miglior hamburger vegano” ad esempio.

Se riesci a capire che tipo di domande fa il tuo pubblico target, ti sarà più semplice creare contenuti per le ricerche vocali. Quindi se la tua attività è presente su internet, il primo passo da fare è che tutte le informazioni siano complete. Più facile è per Google analizzare il contenuto, meglio è.

3 – Focalizzati sulle frasi e le keywords long tail

Quando ottimizzi i contenuti per la ricerca vocale devi puntare su parole chiave concrete e keywords long tail. O anche su frasi complete. E ciò è dovuto al fatto che le ricerche vocali funzionano in base a un linguaggio naturale.

Il modo in cui parliamo è molto diverso da come scriviamo. Le frasi e le parole chiave che un utente applica quando parla sono diverse a quelle che usa quando scrive. E ciò dovresti saperlo per ottimizzare i tuoi contenuti per la ricerca vocale.

Un esempio di ricerca vocale potrebbe essere “Com’è il clima a Palermo oggi?”. Ma probabilmente se questa ricerca fosse scritta si cercherebbe qualcosa come “Tempo a Palermo”.

4 – Assicurati che il tuo sito sia pronto per la ricerca vocale

Come segnala Google, i micro momenti sono fondamentali per approfittare di qualsiasi tipo di ricerca, specialmente quelle vocali.

Il mobile ha cambiato le regole del gioco. L’adozione rapida degli smartphones ha modificato il modo di comunicare dei brand. e considerando che lo smartphone è ora un compagno costante, la cosa normale è utilizzarlo anche per le ricerche.

Google segnala da tempo ai brand l’uso crescente del mobile e l’importanza che ha nell’ottimizzazione dei siti. Quindi devi:

  • Anticipare la tappa in cui è probabile che l’utente cerchi il brand
  • Prevedere il tipo di informazione richiesta
  • Fornire agli utenti l’informazione pertinente al contesto. In questo modo li aiuterai a prendere decisioni.

Perché tutto ciò accada devi assicurarti che il sito della tua attività sia ottimizzato per mobile e per la SEO local. E i tuoi contenuti per la ricerca vocale devono essere adattati.

Inoltre affinché un sito mobile possa essere utile in un micro momento deve caricarsi rapidamente, essere facile da usare, contenere informazioni rilevanti e fornire risposte adeguate.

In definitiva tutti questi passi ti aiuteranno a generare contenuti per le ricerche vocali e massimizzeranno le possibilità che un utente acceda al tuo servizio.

5 – Evita gli escamotage

Ricorda che Google penalizza le pagine che cercano conversioni facili mediante escamotage di dubbia natura. O coloro che usano vie rapide e non legali per posizionare la pagina. Quindi l’unica via di uscita è utilizzare le best practices e ottimizzare le tue landings.

Con ciò ti consigliamo di scommettere su un software di generazione di landings come Landing Optimizer, con cui potrai creare pagine di atterraggio dinamiche in maniera semplice. E, ovviamente ottimizzate per ottenere leads sia via desktop sia mobile. Registrati ora e prova Landing Optimizer!

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