Leads disinteressati: cosa posso fare per loro?

20 maggio, 2019 per NewsMDirector
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Leads disinteressati

Sai che il 25% della tua lista contatti è formato da leads disinteressati che perderai entro la fine dell’anno? Nonostante sia un dato negativo, devi estrarre il lato positivo della situazione. Per questo la cosa migliore è apprezzare il fatto che anche se gli utenti sono diventati inattivi, sono ancora iscritti. E dato che è così avrai diverse opportunità per riattivarli.

Ma se pensi che prima o poi saranno loro a prendere la decisione di disiscriversi, altereranno le tue analisi e i tassi di engagement delle tue campagne di email marketing. E possono anche segnalarti come spam. Quindi devi trovare un modo creativo per fare in modo che i leads disinteressati tornino a interagire con la tua attività. O al contrario che si disiscrivano senza pregiudicare la tua reputazione.

Un gran numero di email arriva quotidianamente alla posta in entrata degli utenti. E con tanta concorrenza è inevitabile che una percentuale della tua lista perda interesse. I leads disinteressati sono quelli che smettono di interagire. E anche se non sembra un problema grave, questi utenti rovineranno l’equilibrio delle tue strategie.

Perché gli utenti diventano inattivi? Cosa fa perdere loro interesse?

Leads disinteressati

I leads disinteressati diventano inattivi quando smettono di interagire con le tue campagne mail. E ciò può essere dovuto a diversi fattori:

  • Vogliono ricevere messaggi ma non sono pronti o non vogliono comprare i tuoi prodotti o servizi.
  • Non vogliono ricevere le tue mail ma non si disiscrivono per pigrizia.
  • Vogliono disiscriversi ma non trovano come farlo. Questo è uno degli aspetti più pericolosi dato che una delle risposte automatiche è segnalare la mail come spam.
  • Non ricevono le tue mail perché arrivano direttamente in spam.
  • Hanno cambiato mail e non si rendono conto di ciò che accade.

Tutte queste opzioni, eccetto le ultime due, generano opportunità. E la seconda opportunità a cui devi prestare attenzione è la seguente: i tuoi competitors non stanno lavorando per riattivare i loro leads disinteressati. In uno studio di Strongview, come puoi vedere nella grafica, solo il 17% dei responsabili marketing dà priorità alla verifica degli utenti inattivi.

Come puoi riconquistare i leads disinteressati?

Quando lo fai bene, le mail che riattivi possono ridurre i tassi di abbandono delle liste e migliorare l’engagement in maniera considerevole. In termini di deliverability, tornare a essere interessanti per i leads disinteressati migliorerà i tuoi tassi di apertura e click.

La cosa migliore è scoprire come farlo attraverso casi di successo.

1.- Utilizza tecniche persuasive

kate spade

Se vuoi recuperare i leads disinteressati, puoi provare con una tecnica che persuade gli utenti. Un buon esempio è la mail di Kate Spade.

Al posto di creare un focus tradizionale richiedendo risposte da parte dell’utente, promettendo di migliorare i propri servizi o fornendo uno sconto per riattivare gli utenti in attivi, il brand dà la colpa al provider, in questo caso Gmail.

Facendolo, Kate Spade indirettamente ha inculcato questo pensiero nella mente dei suoi utenti migliorando il tasso di apertura.

2.- Permetti agli utenti di indicare le loro preferenze

animoto

Animoto cerca di recuperare i leads disinteressati con una mail che basa tutto su una domanda chiave: vuoi ancora avere nostre notizie?

In questo modo il brand gioca con diverse opzioni. Al posto di invitare l’utente a disiscriversi dalla lista, gli propone di personalizzare le sue preferenze. Pe sa che se un utente smette di interagire con i tuoi contenuti perché è stanco delle mail, una delle migliori alternative è che sia lui stesso a determinare la frequenza di invio delle campagne. O anche dei temi e categorie di interesse.

Con questa tecnica, non solo si ottiene che l’utente non si disiscriva ma si rafforza l’engagement, assicurandoti che vengano inviati messaggi idonei, nella giusta misura, relativi a temi che l’utente stesso ha selezionato con una frequenza determinata.

Così al posto di pensare all’abbandono, l’utente avrà una migliore percezione del brand e non lo abbandonerà. È una delle migliori opzioni per riconquistare i leads disinteressati e trasformarli in attivi.

3.- Nuove funzionalità per convincere gli utenti a tornare

grammarly

Grammarly ha deciso di verificare il passare del tempo per i suoi leads disinteressati e presentare loro nuove funzionalità del servizio. Inoltre tutte le mail sono focalizzate sulla call to action per fare in modo che gli utenti clicchino per provare di nuovo il servizio.

Allo stesso modo, nella parte inferiore si propone una versione premium con un prezzo speciale.

4.- Mostra ai leads disinteressati ciò che si sono persi

surfstich

Un’altra delle opzioni per riattivare i leads disinteressati, consiste nel mostrare tutto ciò che l’utente si è perso durante l’inattività. È una tecnica potente dato che è possibile che l’utente non conosca gli aggiornamenti dato che non ha più interagito con il brand.

Inoltre in questa proposta si include anche una sezione in cui l’utente può decidere la frequenza di invio. Allo stesso modo non puoi perdere l’opportunità di ricordare agli utenti i tuoi punti forti. In questo caso l’invio gratuito express, la politica di reso o il servizio di attenzione al cliente strutturato.

5.- Dimostra di cosa è capace il tuo servizio/prodotto

path

Questa è la strategia di Path, un’app di editing per foto, per attirare nuovamente i leads disinteressati. Non c’è nulla come il dimostrare, mediante screenshot organizzati in una buona grafica, di cosa è capace il tuo servizio. Oltre a far vedere all’utente cosa si sta perdendo, genererai interesse per provare i nuovi aggiornamenti.

6.- Il fattore sorpresa crea mistero e inquietudine

birchbox

Per farlo BirchBox gioca con questo elemento per fare in modo che i leads disinteressati vogliano scoprire di più su ciò che offri. Oltre a essere un’altra delle tattiche persuasive che funzionano nel marketing, l’ideale in questi casi è giocare con le emozioni.

Di fatto, come segnalano i dati Nielsen, un prodotto ben comunicato che tocca la fibra sensibile del consumatore può vendere fino al 23% in più di uno che non lo fa. E se riesci a fare in modo che la tua mail generi incertezza, starai generando nuove emozioni nella mente dei leads.

In questo caso si gioca con il fatto che a tutti noi piacciono le sorprese. BirchBox fa uso di queste emozioni nelle sue mail. Offre ai suoi utenti due opzioni interessanti.

7.- Mostra come gestire le preferenze

returnpath

Come dimostrato nel primo esempio non c’è nulla di meglio che lasciare all’utente la scelta riguardo a cosa ricevere, quando e come. Nel primo esempio si utilizzava una CTA dove l’utente poteva cliccare per personalizzare le sue preferenze. Ma se vuoi fare un passo ulteriore, dovresti guardare l’esempio di ReturnPath.

Il brand non solo permette all’utente di scegliere la frequenza di comunicazione con l’azienda ma mostra le opzioni disponibili e il modo per gestire le preferenze.

8.- Humor e emozioni, la combo perfetta

urban

E se questi due elementi sono accompagnati da una grafica interessante che interessa l’utente, meglio. Questa mail di riattivazione di Urban Outfitters combina le emozioni migliori del momento. Simula una conversazione di chat dove plasma la situazione attuale. L’utente attuale non vuole più avere a che fare con il brand? O preferisce dargli un’altra opportunità?

È un elemento che emerge dalle mail normali. Non tutti sanno creare grafiche ottimizzate per le strategie di email marketing.

9.- Cerca di fare in modo che la conferma di disiscrizione trasmetta la tristezza che provi

Paul Mitchell

Paul Mitchel lancia una mail di riattivazione con un messaggio emotivo. “Odiamo gli addii” è il titolo con cui comunica con l’utente, informandolo che questa sarà l’ultima mail che riceverà.

Il tutto accompagnato da una grafica che, attraverso i prodotti del brand, disegna un emoji triste.

Poi si condivide una CTA per coloro che cambiano idea. Anche se a volte serve puntare sull’addio per fare in modo che i leads disinteressati tornino.

Ti piacerebbe attivare le tecniche e i trucchi che ti abbiamo mostrato negli esempi per recuperare i leads disinteressati? Se è così sei nel posto giusto. MDirector è l’unica piattaforma con cui potrai gestire tutti i canali. Dall’email marketing fino all’SMS marketing. Tutto in una sola piattaforma. Tutto il tuo digital marketing in un unico luogo.

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